Probabilmente, in una vita precedente, sono stato un falco.
Volando alto, scorgevo ogni particolare della natura sottostante. Allora la osservavo soprattutto per istinto, con lo sguardo del predatore che cerca nella terra il proprio sostentamento.
Ma ho volato tanto. E tanto ho visto.
Forse è per questo che, quando sono nato uomo, qualcosa di quei viaggi è rimasto dentro di me: la parte più bella di quello sguardo dall’alto, la memoria delle immagini, degli orizzonti e delle meraviglie della natura.
Lo spirito predatorio del falco è scomparso. È rimasta, invece, la capacità di osservare, di meravigliarsi e di custodire ciò che gli occhi incontrano.
Ed è così che, forse, sono diventato TALIA.
TALIA – Ercole Picone
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